Porto Lunae


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LUNAE

LUNAE

A circa 1 KM il sito archeologico della città "LUNAE"

Storia della città
La città di Luna alla foce del Magra, per la sua posizione al confine fra Liguria ed Etruria (regione VII cui fu attribuita da Augusto), è detta nelle fonti a volte ligure e a volte etrusca; il nome della città è stato interpretato come quello della dea Luna, il cui culto è testimoniato da iscrizioni, con probabile derivazione dalla linea falciforme dei porto. Controversa è l'identificazione dei Portus Lunae ricordato dalle fonti antiche e specialmente da Strabone, da taluni identificato con il Golfo della Spezia, da altri con il porto alla foce del Magra dove infatti sono stati messi in luce tratti dei molo dei porto insabbiato. Originariamente la città era sul mare, mentre oggi ne dista quasi 2 km; l'antica linea di costa è stata infatti riconosciuta con l'ausilio della foto aerea e lo studio del terreno.
La città sorse come colonia romana nel 177 a.C, ad assicurare definitivamente il possesso della zona costiera ligure, la protezione del porto e il controllo dei Liguri. L'ultima rivolta dei Liguri fu domata, come sappiamo dai Fasti Trionfali, nel 155 a.C. da M. Claudio Marcello, console per la seconda volta (iscrizione lunense sull'abaco di di una colonna di marmo che doveva sostenere la sua statua, in Museo).
La città è attraversata dalla via Aemilia Scauri, cosiddetta dal censore che la costruì nel 109 a.C., probabilmente su un tracciato preesistente: essa è in realtà la continuazione della via Aurelia dalla quale prese il nome, costruita nel Il sec. a. C. da Roma a Pisa e in seguito prolungata, oltre Luni, fino a Genova.
La città, che appartenne alla tribù Galeria, ricevette nuovi coloni con Augusto al quale come patrono è dedicata una base. Varie fonti letterarie parlano della città ma le maggiori notizie sulla sua vita si ricavano dalle numerose iscrizioni lunensi che ricordano magistrati, rappresentanti della classe imprenditoriale, industriale e commerciale, associazioni professionali, molti culti a diverse divinità.

Le foreste che coprivano l'Appennino fornivano legname; Strabone testimonia che allora, come nel Medioevo, il fiume trasportava fino alla città grossi tronchi d' albero, eccellenti come travi da costruzione. A Luna erano imbarcati i grossi formaggi lunensi che Plinio considera i migliori d'Etruria. Ma la ricchezza, dopo il declino dell'importanza come base militare all'epoca delle lotte con i Liguri, fu assicurata dai filoni marmiferi. Dapprima di uso locale e ristretto, il marmo lunense si diffuse ampiamente a Roma, in Italia e nelle province occidentali per uso statuario e in funzione architettonica, le cave divennero di proprietà imperiale. Anche nel III e nel IV secolo non venne meno l'attività economica, testimoniata anche da numerose monete di zecche orientali ed occidentali; una iscrizione lunense in bronzo (ora al Museo di Bologna) tavola di patronato di età gallienica, cita Luni come splendida civitas nostra lunensis. Prova della grande importanza di Luni per la diffusione della nuova religione cristiana è che un suo cittadino, Eutichiano, nel 275 d.C. fu eletto al pontificato. Anche dopo la caduta del'Impero Romano di Occidente, la città, fuori della rotta delle grandi invasioni, continuò a vivere, centro importante dell'italia marittima tenuta dai Bizantini e sede di un vescovado che esercita un potere amministrativo e politico oltre che religioso e che sotto il dominio longobardo rappresenta il diritto di una città, anche con l'emissione di monete autonome, sia pure di vile lega.
La città, che aveva subito distruzioni da parte di Rotari e incursioni di Normanni e Saraceni, travagliata da alluvioni, dalla malaria e da lotte feudali, è pur sempre sulla via Romea, centro di attrazione da parte di imperatori (gli Ottoni, Federico I, ecc.). Soltanto nel 1204, trasferita la sede vescovile a Sarzana, la città diventa un puro nome, ed è chiamata nei testi <<la maledetta >>, citata da Dante fra le città morte e ancora ricordata da Petrarca come <<già famosa e potente ed ora solo nudo e vano nome>>.


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